HOME  |  NEWSLETTER  |  FACEBOOK  |  FLICKR  |  YOUTUBE  |  TWITTER  |  CONTATTACI  |
venerdì 28 aprile 2017 - Ore 15:54
Ricevi tutte le novità del nostro sito web direttamente nella tua E-Mail, iscriviti alla nostra newsletter !

 
ANCHE L'AMORE È PRECARIO

Anche l'amore è precario*

di Marco Patruno

 * Il racconto ha partecipato alla terza edizione di Culturexpress, concorso di narrativa a sezione unica dal titolo "Aerei di carta" organizzato nell'ambito del Progetto Culture Factory della Fondazione Eni Enrico Mattei in collaborazione con RaccontidiCittà 

“Buongiorno, sono Marco come posso aiutarla?” disse Marco.
“Buongiorno, dove posso trovare una libreria specializzata su Harry Potter” chiese la cliente.
“La città o la zona di interesse?” rispose Marco.
“Scusi, come ha detto?” replicò la cliente.
“Dove vuole che trovi la libreria che ha i libri di Harry Potter? A Napoli, Milano…” spiegò Marco.
"A sì, sì… Torino grazie!” precisò la cliente.

Marco odiava il suo lavoro. Sembrava che tutti i soggetti con il più basso quoziente intellettivo presenti negli angoli più remoti dell’universo facessero a gara per finire sulla sua linea. Più le richieste degli utenti erano stravaganti e raggiungevano l’apice dell’idiozia umana, e più costoro s’innervosivano se non risolveva i loro quesiti. Ma non aveva importanza quale fosse la richiesta della clientela, l’essenziale era dare sempre e comunque una soluzione soddisfacente entro uno o due minuti dalla telefonata per lasciare libera la linea e rispondere alla chiamata successiva in attesa.

L’impulso quotidiano che dava la forza a Marco di sorridere era Vanessa. Si erano conosciuti circa un mese prima quando avevano iniziato a lavorare nello stesso gruppo per conto di un call center tramite la stessa agenzia. Da allora tra loro due qualcosa era nato e nonostante i turni a rotazione e le postazioni non fisse, trovavano sempre il modo di incontrarsi. Per dieci minuti nella saletta relax durante le pause che intervallavano ogni due ore di attività oppure nel corridoio che conduceva alla saletta operativa.

Alcune volte Marco e Vanessa si trovavano l’uno affianco l’altra. Nonostante i separatori e la montagna di carta che avvolgeva le loro postazioni, gli sguardi dei due ragazzi si incrociavano in continuazione. Ma era soprattutto Marco che non riusciva a resistere all’assenza del sorriso rassicurante di Vanessa: lei sembrava l’unica cosa autenticamente vera e certa della sua vita, almeno da quando si era laureato e aveva mosso i primi passi sui sentieri tortuosi del mercato del lavoro.

I ritmi frenetici dell’attività non impedivano a Marco di fantasticare come un bambino. Vedeva se stesso e Vanessa immersi in mondo fiabesco. Lei era prigioniera al centro di un labirinto fatto di computer, tastiere e mouse incastrati e accatastati tra loro, e invocava disperatamente il suo aiuto. Marco “cavalcando” coraggiosamente su un aereo di carta la raggiungeva liberandola da fili e cuffie, e la portava via lontana da quella prigione.
Ovviamente non poteva mancare il bacio finale, altrimenti che favola sarebbe stata!

Marco doveva prestare attenzione all’ingenuità delle sue fantasie e a non distrarsi, evitando di fare scoprire le sue attenzioni verso Vanessa da quegli “orchi” dei Team leader. Avrebbe perso l’opportunità di averla un'altra volta al suo fianco.

I Team leader hanno il compito di controllare e spremere gli operatori come Marco affinché diano il massimo del rendimento. I Team leader si aggirano nella saletta come “fantasmi” o “demoni” pronti a succhiare al momento giusto le ultime forze vitali giornaliere rimaste negli operatori tramite una pratica chiamata accuffiamento. Ma i Team leader, a differenza dei demoni veri e propri, non hanno gusci o corna (almeno non sempre!), al massimo hanno tatuaggi e piercing, e si vestono con jeans e scarpe da ginnastica.

Un giorno mentre mangiavano un panino nella saletta relax, Marco con l’espressione di un inguaribile sognatore raccontò la sua fantasia a Vanessa. Lei dopo aver inghiottito il boccone sorrise ma divenne improvvisamente seria. Marco notò il suo mutamento e fu assalito da una multinazionale di dubbi e pensò: “Non gli ho raccontato nulla di sconcio, nella storia c’era solo un innocuo bacio come lieto fine”.

“Alla fine della settimana me ne vado via, lascio questo lavoro” disse Vanessa.
“Bene! Quindi hai trovato qualcosa di meglio” rispose Marco.
“Farò un anno di Erasmus a Londra e poi si vedrà” aggiunse Vanessa.
“Mi dovresti dare il numero di cellulare e la tua e-mail, così ci sentiamo!” dichiarò Marco.
“Marco, questi sono stati quaranta giorni fantastici e tu sei una persona meravigliosa, ma io sono già fidanzata con un altro e non credo che sia una buona idea risentirci” affermò Vanessa.

Marco inghiottì l’ultimo pezzo del suo panino che finì dritto come un missile nucleare nel suo stomaco, impallidì così tanto che avrebbe fatto ingelosire anche gli zombi di George Andrew Romero. Si sentiva talmente debole che non aveva più la forza di fissare, anche solo per un attimo, il viso e lo sguardo di Vanessa. Ma dopo la fragilità e lo smarrimento momentaneo, dentro di Marco seguì un inaspettato senso di ribellione. Egli si immaginò in una scena stile Highlander: una specie di energia si liberava dal suo corpo, la terra sotto i suoi piedi iniziava a tremare, i muri ad aprirsi e i computer a scoppiare. Gli operatori scappavano come un gregge impaurito e i Team leader invitavano inutilmente “a stare calmi”.

Vanessa vedendo Marco frastornato e distratto, allungò una mano e toccò il suo braccio.
“Va tutto bene”, disse Vanessa. Marco si scansò e si alzò di colpo dicendogli: “Scusami, devo andare a lavorare”.

Marco uscì dalla sala e prese il corridoio che conduceva alla sede operativa. Tutte le ragazze e i ragazzi che incrociava lo salutavano e sorridevano. Marco disse a se stesso: “Ci sarà pure qualcuno che in questo maledetto posto non ha voglia di sorridere”.

Marco si mise le cuffie e inabissò le pupille nello schermo. Scritte colorate su macro schermi luminosi e praterie di bigliettini di carta dettavano i nuovi confini del suo pensiero, voci e il rumore di sottofondo delle tastiere quelli del suo udito.
Marco si concentrò sul lavoro e cercò di lasciarsi alle spalle tutto il resto.

“Buongiorno, sono Marco come posso aiutarla?” disse Marco.
“Buongiorno, io e la mia ragazza siamo del segno dell'Ariete e vogliamo sapere cosa dice l’oroscopo sull’amore” chiese l’utente mentre si divertiva in spiaggia con la sua fidanzata.
Marco mosse velocemente le dita sulla tastiera e finse di collegarsi alle pagine dell’oroscopo.

“Ariete: è inutile che vi affaticate tanto, purtroppo le vostre relazioni saranno eternamente instabili e precarie…” rispose Marco.
“Ma che razza di oroscopo è questo! Controlli meglio non può essere, non può assolutamente essere” tuonò l’utente agitato e incredulo.

HOME  |  NEWSLETTER  |  FACEBOOK  |  FLICKR  |  YOUTUBE  |  TWITTER  |  CONTATTACI  |
SCHIOLIFE.COM - Event Marketing
P.I.: 03412980249
E-Mail: